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Nicolò Petrafesa 4tet alla Tenuta del Barco, il Jazz in Terra Jonica, JJF 2020

Un concerto perfetto e un meraviglioso arrivederci per lo Jonio Jazz Festival che sabato sera, alla Tenuta del Barco, è andato oltre le aspettative .

Buon jazz? Sempre. Giovani talenti? E’ vocazione. Ma l’associazione presieduta da Piero De Quarto, con il “Nicolò Petrafesa 4tet” , mettendo insieme grandi maestri e giovani talenti, ha emozionato a tratti commosso il pubblico, conquistato dal tocco originale e appassionato di Nicolò Petrafesa, dalla lunga esperienza di Giuseppe Bassi a dbass, con la sua forte  tempra di musicista a cui si  aggiunge pure una spiccata sensibilità sociale (con il suo “Atomic bass quartet” ha unito musicisti italiani e giapponesi, a celebrare la musica senza confine).

Metti sul palco allestito nella tenuta, Michele Carrabba al sax dalle eccellenti collaborazioni (le orchestre di Paolo Lepore, di Piedimonte e Ettore Fioravanti, tanto per fare qualche citazione), Ale Napolitano drums, stella del “Milano drums fest” e la serata scivola piacevolmente, con pezzi per lo più scritti dal pianista. 

E’ il caso di “rising” , risalire, ricominciare dopo un brutto incidente subito da Nicolò Petrafesa alla mano destra. Tutto passato. Così sarà il pianista a ringraziare l’associazione (<per il fantastico lavoro che state facendo>), ricordando che gran parte di quei pezzi sono stati scritti durante la quarantena, che è finita, lasciando, strascichi, paura e nuovi casi. A significare che tutto è una conquista quando si teme invece, che tutto sia perduto. 

La speranza e la certezza che si continuerà sulla strada giusta, quella della musica e del jazz che è passione e bussola per la vita, ha il visetto da adolescente di Andrea Paternostro. Invitato sul palco con il chitarrista Enrico Lenoci, si offre come ultimo dono al pubblico. E che regalo. 

Tutti bravissimi, Ma ascoltare Andrea 18 anni, sax contralto, è un privilegio. Bene fa Piero De Quarto quando insiste sulla strada tracciata  che porta ai giovani e dunque alle future stelle.  Quando  il sestetto  attacca “These foolish things” di Ella Fitzgerald, si tocca il cielo con un dito e anche la luna si mette ad ascoltare.

 Proviene da una famiglia di musicisti Andrea Paternostro, il papà sassofonista,  e quando  inizia a suonare sul palco della tenute del Barco,  chiuso nella sua t-shirt  dello Jonio Jazz Festival forse un po’ grande, conquista e stupisce. E’ di Cassano Ionio in provincia di Cosenza, a ottobre sarà al Bonaventura jazz club di Milano, giovanissimo, ha già ottenuto numerosi riconoscimenti. 

Il suo sogno ha la forma di un sax, ma anche di una famiglia e di una casetta in riva al mare, dove vivere e suonare. E questa è la favola bella per l’arrivederci dello Jonio Jazz Festival.

di Serena Corrente

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