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E la magia del jazz sotto le stelle si espande sui pezzi di Trilogy 3 con “Mario Nappi trio”

Una caccia al tesoro. Perchè trovare la masseria Surani Grande, dove sabato sera Jonio Jazz Festival ha offerto il quarto concerto, di una stagione vissuta da un pubblico numeroso e attento, per molti è stata una impresa.

Ma alla fine il gioiello della rustica ed elegante architettura del Trecento, nella campagna di Manduria, è stata la giusta ricompensa per chi ha seguito questo avventuroso filo di Arianna, tra musica, natura e storia. Un legame che il presidente dell’associazione, Piero De Quarto ha inteso tendere fra chi ama il jazz e chi è in grado di confezionare serate di classe. 

“Mario Nappi trio” (Mario Nappi piano, Corrado Cirillo contrabbasso, Luca Mignano batteria ), e la magia del jazz sotto le stelle si espande sui pezzi di Trilogy 3, che conta brani di composizione del trio, ma anche standard disseminati come perle preziose. E’ il caso di “Something” un pezzo dei Beatles reinventato con arte, ma anche di una canzone della tradizione partenopea fino all’omaggio, a chiusura della serata, ad Ennio Morricone. Ma è in “Frammenti di un riflesso”, un pezzo scritto dallo stesso Mario Nappi che il concerto prende il volo riservando al pubblico anche un significativo “Thank  you”. Grazie per essere tornati a suonare, grazie per poter riprendere  a specchiarsi nel pubblico, insomma, grazie, quando non si sperava più.

Lo scenario è quello giusto, La masseria Surani Grande che la famiglia De Cataldo ha acquistato nel ’94 seguendo ragione e sentimento, perchè “c’è un’anima che vive qui”, dice il proprietario Mimmo, a intendere che le antiche dimore vivono una esistenza propria soprattutto quando sono ricche di storia. Ha ospitato i monaci passionisti la masseria dei sette pozzi, è stata luogo di cura e di conforto, mentre in quello che è il confinante maneggio, si misuravano i cavalli per la transumanza. 

Leggenda, storia,  tutto è possibile quando la musica, e il buon vino offerto dal padrone di casa, suggeriscono che nulla è perduto se si può seguire la bellezza, pure un pò lontana come Surani Grande, Corte dei vescovi  e leggiadro scenario per un concerto sostenuto  pur sempre dai giovani. Su questi, lo ricorda Piero De Quarto, l’associazione crede e investe, misurandosi con un orizzonte sempre nuovo. 

di Serena Corrente

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