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Si è svolto Venerdì 31 luglio il primo appuntamento dello JJF 2020 con lo Jonio Jazz Lab di Paolo Bonvissuto, presso l’Oasi del Wwf Monte S. Elia

C’è l’atmosfera giusta e quando Titti Baccaro presenta il “Tributo a Coltrane” dello Jonio Jazz Festival (ce l’abbiamo fatta anche quest’anno), l’attesa è grande, l’aspettativa pure.

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E non solo perché la serata si apre con uno struggente omaggio a Ennio Morricone, giusto a ricordare che chi ha la musica nell’anima la seguirà per sempre, sin nell’oasi del Wwf un gioiello incastonato fra Mottola e Massafra in un paesaggio da fiaba.

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È allora è festa grande anche del cuore. “Non senza emozione, torniamo a vederci” interviene Piero de Quarto, presidente dello Jonio Jazz Festival, a significare che pubblico e musica, come due sapienti amanti non possono stare lontani. Non per sempre.

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“La musica fa sentire meno soli” ed ecco un nuovo progetto tenuto a battesimo, di fronte ad un pubblico numeroso e attento, in una serata che si fa magica grazie anche a Francesca Odilia Bellino e Francesco Varriale, intervenuti a presentare un ricco materiale preparato da due jazzofili che nella vita fanno ben altro (l’una docente universitaria, l’altro architetto) ma nel cui sangue scorre jazz, jazz e poi jazz.

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Un piccolo disguido, pronti si cambia programma per procedere con lo Jonio Jazz Lab Live Quintet (Paolo Bonvissuto guitar, Gianfranco Menzella sax, Fabio Rogoli piano, Michele Colaci d-bass, Marcello Nisi drums).

L'immagine può contenere: 4 persone, persone sul palco, persone in piedi, concerto, notte e spazio all'aperto

Il racconto di John Coltrane e la sua musica, uno studio progetto sperimentale elaborato dai tempi del Covid-19 dai due studiosi, si snoda disegnando la figura del sassofonista (inedita l’immagine di Coltrane con un fiore) e il suo impegno “sino a costituire un faro per la cultura afroamericana e raggiungere una spiritualità (Dear Lord) che sarà punto di ricerca continua anche della moglie Alice” sottolinea Francesca Bellino.

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Tocca a Francesco Varriale, dirigere il racconto verso Giant of Steps, passi da gigante verso una vena intimista, come “Maima”, una tenera ballata per la moglie.

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Jonio Jazz Lab va avanti con “My favourite things”, “Maima”, “Blue Train”, “So what”, “Tenor madness” e si vira sul blues. Musica e ambiente in rete (si firma per Circurmapiccolo luogo del cuore) a significare che l’appuntamento all’oasi è anche promessa di nuove e ulteriori alleanze. “Con un grandangolo sui giovani” ricorda ancora Piero de Quarto, nel presentare una scaletta di appuntamenti come il prossimo organizzato al Convento dei Battendieri (al Mar Piccolo) a far ritornare in alto la buona musica, quella che conforta e mai tradisce le aspettative.

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In attesa di riproporre appuntamento con il Festival dello Jonio Jazz, sempre sostenuto dal Comune di Faggiano, che per molte estati ha offerto ottimo jazz, musicisti di livello ma per tutti.

di Serena Corrente

Photo: Rossella Passarelli PHOTO
Photo: Maria Suma Fotoparolando

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