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Concerto omaggio a John Coltrane con lo Jonio Jazz Lab Live Quintet at WWF Oasi s. Elia – venerdì 31 luglio 2020

Il concerto omaggio a John Coltrane con lo Jonio Jazz Lab Live Quintet (Paolo Bonvissuto, guitar- Gianfranco Menzella sax – Fabio Rogoli, piano – Michele Colaci, dbass – Marcello Nisi, drums) organizzato per ricominciare. Anzi, riprendere quel filo della musica che lega appassionati del jazz e non solo, interrotto per lo Jonio Jazz Festival come per tutti, quando il Covid-19 ha fagocitato fra altre importantissime cose, il concerto del 7 marzo scorso con Ellade Bandini ( Bonvissuto, Tonolo, Filippini e Quintavalle alla Tenuta del Barco), per vomitare come una strega cattiva paure e incertezze oltre che dolori. Ma la musica non se ne è andata. Ci ha confortato come solo lei sa fare, colonna sonora della nostra vita e dei nostri giorni migliori.

Radio, televisione, concerti datati ma sempre magnifici e poi la ripresa. Un cammino nella tempesta che non a caso ci ha portato in un’oasi, quella del WWF s. Elia dove venerdì prossimo si ricomincia, e mai scelta avrebbe potuto essere più congeniale: stringere una nuova alleanza con la buona terra, perché se Jonio Jazz Festival ha scelto ogni anno un tema forte da lanciare con la musica (nel 2019 la Pace), questa volta volge la bussola sul territorio. “A dimostrare”, spiega Piero De Quarto che dell’associazione è il Presidente “Amore per il nostro territorio, unione con le nostre radici e quindi l’oasi cuore del Parco delle Gravine, ma anche il convento dei Battendieri, gioiello del Mar Piccolo e ancora la Masseria Surani Grande con la sua testimonianza di civiltà contadina, tanto per citare alcuni dei palcoscenici naturali da noi prescelti”.

Sull’aia di quella bella struttura che ospitò la comunità italiana dell’Arca di Lanza del Vasto, si respira ancora un’aria di suggestiva meditazione. Con questo spirito l’oasi del WWF di monte s. Elia apre i cancelli al tributo a John Coltrane, uno dei più grandi sassofonisti statunitensi di cui il quintetto eseguirà alcuni dei suoi brani più conosciuti e amati. E’ il caso di “Afro Blues”, “Central park west”, “Equinox”, “Giant steps”, “Impression”, “My favorite things”, “Naima”, “ The night has  thousand eyes” e a chiudere la scaletta “Some other blues”.

A precedere il quintetto i sapienti interventi di Francesca Odilia Bellino e Francesco Varriale, per tracciare il profilo del sassofonista che per molti era imprevedibile, tanto dirompente era la sua forza creativa. Musica sull’aia, seduti sulle balle di fieno, per godere di quel miracolo che ogni volta si rinnova in una serata live. Intorno una natura, mai così invitante dopo tanti giorni di assenza.

E sarà bello cogliere l’invito che Franco Arminio, poeta e paesologo di fama, di scena lo scorso 25 luglio all’oasi, ha rivolto al pubblico una sua poesia.  “Concedetevi una vacanza intorno a un filo d’erba, concedetevi al silenzio e alla luce, alla muta lussuria di una rosa”. E allora concedetevi alla natura, alla musica e alle cose belle che per qualche tempo ci sono state negate e che ci appaiono ora mai così luminose.

di Serena Corrente

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